Giovedì con l'autore
Presentazioni di libri e incontri con l'autore in biblioteca.
- Data
- 17 settembre 20262026-09-17T08:30:00 - 26 novembre 2026 2026-11-26T08:30:00
- Ora
- 20.30 2026-09-17T08:30:00 - 20.30 2026-11-26T08:30:00
- Luogo
- Biblioteca civica "G. Tronchin"
GIOVEDÌ 17 SETTEMBRE ALLE 20.30
Carlo Degiorgi
Il coraggio del cambiamento
La vicenda di nonna Costantina si articola attraverso i tre territori in cui ha vissuto — Veneto, Oltrepò Pavese e Lomellina — identificati nelle quattro fasi della sua esistenza: l’alba, il cammino, la maturità e il tramonto.
Ho voluto delineare il profilo di una donna che, grazie alla sua vita, alle scelte compiute, all’intraprendenza e al coraggio dimostrati, ha saputo trasmettere valori umani profondi alle generazioni successive.
Attraverso l’analisi di documenti d’archivio comunali e parrocchiali, la consultazione di giornali d’epoca, pubblicazioni e testimonianze dirette di coloro che hanno conosciuto Costantina Danesin, è stato possibile dedicare a lei questo volume, quale segno di rispetto e riconoscenza.
Rimane tuttavia un’immagine particolarmente significativa di nonna Costantina, che trascende le fonti storiche e la memoria: quella dei suoi occhi, dolcissimi e benevoli, ma sempre permeati da una malinconia profonda.
Carlo Degiorgi
Modera l'incontro Monica Cornello, Assessore alla Cultura
GIOVEDÌ 1 OTTOBRE ALLE 20.30
Federico Riccato
Tutta colpa delle vongole
Nicolò ha poco più di trent’anni ed è convinto che la vita gli debba qualcosa che ancora non è arrivato. Si muove in equilibrio precario tra ambizioni vaghe e occasioni sbagliate, in un mondo popolato da figure altrettanto incerte, dalle quali cerca di distinguersi senza mai riuscirci davvero. Quando finisce, quasi per caso, nello studio di un amico counselor, sembra aprirsi uno spiraglio. Prova a dare una direzione alla sua vita ma – per colpa delle vongole – finisce invischiato in un affare criminoso tanto improbabile quanto reale. Tra dialoghi taglienti, situazioni al limite dell’assurdo e una provincia veneta che sfiora l’onirico, prende forma una storia rapida, ironica e inquieta. Sullo sfondo, il mare: indifferente, eppure capace di misurare silenziosamente il valore delle cose.
Modera l'incontro Nello Zoia, Amici della Biblioteca
GIOVEDÌ 15 OTTOBRE ALLE 20.30
Giovanni Alberti
I rumori della casa
È il 1655 quando L'Argìa, un melodramma del compositore toscano Antonio Cesti, debutta nel teatro di corte di Innsbruck: l'opera è composta in onore della regina Cristina di Svezia, che l'anno prima ha abdicato e ora è diretta a Roma per farne la sua nuova residenza.
Cesti è un frate francescano che ambisce a farsi sciogliere dai voti: ottiene un successo crescente nei teatri di Venezia, Firenze e Roma, oltre che Vienna, dove si trasferisce nel 1666 a servizio dell'imperatore Leopoldo I; ha una relazione amorosa con la cantante Anna Maria Sardelli e con altre donne che non esita ad abusare.
Cristina, sempre a caccia di fondi per il suo sostentamento, frequenta a Roma personaggi influenti come il cardinale Decio Azzolino e il teologo fondatore del quietismo, Miguel de Molinos.
Quando si verificano le misteriose scomparse di un fanciullo e di una ragazza, nasce in Cesti l'ipotesi che Cristina abbia un ruolo in quelle vicende. Ormai da tempo le sue notti sono turbate da rumori spaventosi che gli tolgono il sonno, così si mette in gioco per trovare una conferma ai suoi sospetti.
È adagiato nel secolo barocco il cuore di questo romanzo, che attraverso pagine intense ci restituisce molte delle sue contraddizioni, come il rapporto tra arte e potere, o tra realtà e rappresentazione. La forte impronta storica, che emerge fin dalle prime pagine, si accompagna in modo naturale a episodi di fantasia che trasfigurano il racconto per proiettarlo in una dimensione narrativa non estranea ai contrasti della nostra attualità.
Modera l'incontro Luciano Biasini, Amici della Biblioteca
GIOVEDÌ 29 OTTOBRE ALLE 20.30
Fabio Amadi
Il becchino
“La morte non è niente di cui preoccuparsi” perché come sosteneva Epicuro non possiamo incontrarla: quando viviamo noi, lei non c’è, quando c’è lei, non ci siamo noi; tuttavia il solo pensiero ci terrorizza, non la nominiamo mai e l’abbiamo bandita dal nostro vocabolario. Fabio Amadi invece no, nel suo ultimo romanzo la esorcizza al punto da scegliere come protagonista Andrea, il becchino, che svolge con cura e dedizione una delle professioni della morte. In tanti anni di attività “ha seppellito di tutto” ma ha sempre avuto una particolare pietas per il popolo dei diseredati, quelle creature sbandate, sole, abbandonate al loro destino. Andrea lo troviamo alle soglie della pensione, prossimo a lasciare il cimitero con le sue buche, le pale e le bare; tuttavia il destino beffardo
ha in serbo per lui un’ultima esperienza surreale: proprio mentre sta preparando la festa di fine carriera, un incidente d’auto lo catapulta in un coma profondo che lo proietta oltre il sottopasso. Ad aspettarlo c’è l’anima di una ragazza senza nome, dimenticata da tutti e morta giovanissima a causa di un’overdose, che, vestendo i panni di una Beatrice undergound, accompagna Andrea in un viaggio onirico, simile a un trip lisergico, nell’aldilà, un luogo popolato da una schiera di giovani dannati, quelli che lui ha seppellito nel corso di decenni di onorata attività. Quale sarà la destinazione finale? Che tipo di riposo la vita ha progettato per il becchino?
Modera l'incontro Claudio Gucchierato, Amici della Biblioteca
GIOVEDÌ 12 NOVEMBRE ALLE 20.30
Annalisa Busato, Manuela Campalto e Claudio Gucchierato
Storie di stagioni confuse e piccoli mondi scomparsi
Racconti di giochi, abitudini e memorie di una volta : "no ghe xe più e stagion de 'na volta" ma gnanca a vita de 'na volta.
Raccoglie memorie, voci e frammenti di vita del passato, con il motto "no ghe xe più e stagion de 'na volta" ma anche una riflessione sulla vita di un tempo.
GIOVEDÌ 26 NOVEMBRE ALLE 20.30
Silvia Favaretto
Piccole serpi nere
Silvia Favaretto ci insegna che ciò avviene, con maggiore forza e intensità, proprio lì dove la libertà di espressione è preclusa, dove il potere di cancellazione sancisce che la donna debba essere invisibile. Il linguaggio segreto dei landai scaturisce da una parola eminentemente femminile che si sdipana con vivacità, irruenza e luccicanza, come una staffilata che colpisce in pieno volto.
Modera l'incontro Annalisa Busato, Amici della Biblioteca
Comune di Martellago