La signora Dalloway di Virginia Woolf
La nostra recensione
“In questo libro ho anche troppe idee. Voglio dare la vita e la morte, la saggezza e la follia; criticare il sistema sociale e mostrarlo all’opera, nel momento di massima intensità… Il disegno è così strano e possente”. Così scriveva Virginia Woolf nelle pagine del suo diario, in data 19 giugno 1923, proprio durante la stesura di quello che sarebbe diventato un classico della letteratura. Tutta la complessità e l’intensità della storia sono apparse chiare ai lettori del nostro gruppo fin dall’inizio, tanto che alcuni di noi hanno parlato di una vera e propria fatica nella lettura. La fatica, però, è stata pienamente ripagata col procedere della storia, abituandosi pian piano ad una lettura fatta di continui spostamenti di prospettiva, in un flusso di coscienza di pensieri che a tratti lascia disorientati e a tratti estasiati. La celeberrima protagonista del romanzo è Clarissa Dalloway, una donna cinquantenne, membro dell’alta borghesia londinese, che in quell’assolato 13 giugno del 1923 esce di casa per acquistare dei fiori per la festa che darà quella sera stessa. Una semplice passeggiata per le strade di Londra diventa per il lettore l’occasione per entrare nella mente di molti personaggi che si sfiorano, si osservano, si giudicano e riflettono sulla vita propria e altrui. I passi di Clarissa incrociano spesso, a distanza, quelli dell’altro grande personaggio del romanzo, Septimus Warren Smith. Septimus è un giovane veterano di guerra, uscito vivo dalle trincee ma logorato nell’anima, distrutto da un male che nessun medico pare in grado di capire o di alleviare. I partecipanti del nostro gruppo hanno apprezzato moltissimo i due personaggi principali, Clarissa e Septimus, entrambi alter ego della scrittrice, l’una nella sua volontà disperata di rimanere aggrappata alla vita e l’altro, nel desiderio di abbracciare la morte come unica salvezza. Ma sono i personaggi secondari ad aver acceso la discussione più intensa all’interno del gruppo: la giovane e triste Rezia, il dottor Bradshaw e sua moglie, l’istitutrice Kilman, l’amico di giovinezza Peter Walsh. Sono molti i volti che, tratteggiati con poche magistrali frasi, hanno saputo cogliere l’interesse dei lettori. La scrittura di Virginia Woolf, sebbene non semplice, ha regalato ai lettori del nostro gruppo riflessioni importanti su temi molto attuali, oggi come allora: il tempo che passa, la guerra, la malattia mentale, l’omosessualità, il conformismo e tanti altri. Accanto a tutto ciò non è mai venuta meno la spiccata vena poetica della Woolf che ha impreziosito il testo di passi di grande enfasi e bellezza.
Comune di Martellago