Addis Abeba - Io te lo posso dire

Io te lo posso dire di Giampaolo Zoffoli

La #ValigiadelLettore questa settimana ci conduce sull’altopiano di Addis Abeba in un lungo viaggio a ritroso per seguire la storia di Mario, il nonno del giovane protagonista di questo romanzo. Paolo, che vive a Cesena e studia Medicina a Ferrara, con il nonno ha un rapporto speciale e ad ogni rientro a casa nei weekend non manca mai di passare a salutarlo. Un giorno Mario riceve una lettera dall’Ambasciata italiana in Etiopia che gli comunica essere stato rinvenuto un baule di sua proprietà.
Inizia così il racconto della storia personale di Mario che si interseca con la Storia d’Italia dei primi decenni del ‘900 e con il sogno di costruire una vita e un futuro in quella che in epoca fascista era una colonia italiana. Non erano pochi i giovani a partire verso quella terra promessa in cui il regime riponeva grandi speranze di sfruttamento, sia delle risorse che della popolazione. Paolo scopre così un nonno per lui inedito, un giovane ragazzo appena ventenne pieno di entusiasmo e di progetti e una storia d’amore travagliata e persino osteggiata per la differenza di classe sociale tra lui e la nonna Teresa.
Attraverso le pagine - una sorta di diario - che il nonno scrive e consegna al nipote ad ogni sua visita a Cesena, ricostruiamo le vicende così poco conosciute di un’intera generazione emigrata per cercar fortuna in Etiopia (e non solo in America), con la speranza e talvolta l’illusione di tornare prima o poi in Italia più ricchi e con quella che all’epoca si definiva una posizione.
Il racconto della sua giovinezza, il viaggio e la permanenza in Africa, lo scoppio della Seconda Guerra, i lunghi anni di prigionia…tutto il passato finora sconosciuto del nonno viene letto dal giovane nipote nella sua stanza in affitto a Ferrara, in un percorso parallelo di ricerca di identità propria e dell’amato nonno.
Sarà proprio Paolo a recarsi ad Addis Abeba per recuperare il baule con il suo misterioso contenuto per restituirlo al nonno per il quale esso rappresenta un tesoro di immenso valore affettivo.

Un piccolo baule sarà l’oggetto da mettere nella nostra valigia in partenza per Addis Abeba per seguire le tracce di Paolo e del nonno Mario.