Haifa - Entra il fantasma

Entra il fantasma di Isabella Hammad

La meta della #valigiadellettore di questa settimana è Haifa dove Sonia, un’attrice di origine palestinese ma cresciuta a Londra, in crisi sentimentale e professionale, ha deciso di raggiungere la sorella che vive e lavora in Israele. Già nelle prime pagine, al suo arrivo, Sonia viene sottoposta ad una serie di controlli meticolosi in aeroporto e anche prendere il taxi significa subire l’interrogatorio da parte dell’autista che vuole sondare le origini, la lealtà e il grado di ignoranza dei suoi passeggeri.
Tutto questo infastidisce la donna riportandola alle dolorose contraddizioni di un presente politico che si scontra con i ricordi delle estati trascorse in quei luoghi durante la sua infanzia. A Haifa incontra una regista, Mariam, che la coinvolge suo malgrado nell’allestimento dell’Amleto in lingua araba con una compagnia amatoriale palestinese. Ma mettere in scena Shakespeare in Cisgiordania è un’impresa complicatissima tra permessi da richiedere, checkpoint, persecuzioni e continue tensioni. La dimensione di precarietà e violenza in cui Sonia si trova immersa rischia di sopraffarla mentre sperimenta in prima persona cosa significhi vivere in un territorio occupato. In questo romanzo i temi della resilienza e dell’identità vanno di pari passo con la capacità dell’arte di destare le coscienze, di dare voce attraverso la scena a chi voce non ha. Come il fantasma di Amleto anche i palestinesi diventano spettri su un palcoscenico in cui il confine tra arte e realtà diventa impercettibile.

Mettiamo in valigia il testo dell’Amleto consapevoli che la tragedia shakespeariana diventa nel libro pretesto per raccontare la vita quotidiana in una terra devastata in cui la resistenza può passare anche attraverso il teatro.