Iraq - L'ultimo melograno

L'ultimo melograno di Bachtyar Ali

Un nuovo mercoledì, una nuova #ValigiadelLettore. Questa settimana conosceremo il deserto, infinito, brutale e minaccioso dell'Iraq. È qui che Muzafari Subhdam ha trascorso gli ultimi vent’anni della sua vita, rinchiuso in prigione per aver preso parte alle proteste studentesche contro il regime di Saddam Hussein.
Ora, quarantenne, si ritrova inaspettatamente libero e completamente solo e smarrito. Traumatizzato da anni di privazioni e solitudine, Muzafari è un uomo bloccato dalla paura: lo sconvolge la vista degli altissimi alberi scossi dal vento, lo spaventano a morte le ali degli uccelli che volano numerosi sopra la sua testa.
Pare che l’uomo abbia dimenticano tutta la sua vita precedente. Il rumore del vento, l’odore dei fiori, i colori dell’alba: sono anni trascorsi nel nulla del deserto e della prigionia tutto il resto sembra ormai un’illusione.
Eppure anche un uomo spezzato come lui ha ancora uno scopo che lo spinge a sfidare le sue paure e ad affrontare il mondo: Muzafari vuole ritrovare il figlio che ha dovuto abbandonare ancora in fasce.
Il volto di quel bimbo di pochi giorni è una delle pochissime immagini che la distesa infinita di sabbia non è riuscita a cancellare dalla sua mente.
Per lui l’uomo decide di salire su una barca e affrontare il mare minaccioso per tentare l’impossibile: ritrovare il figlio perduto, ormai diventato adulto in un paese lontano. E nel mezzo di questa incredibile ricerca non lo abbandona mai la paura più grande: che la distanza e il tempo non abbiano ormai cancellato ogni possibilità di creare un legame tra di loro.

Partiamo per questo viaggio indimenticabile portando con noi un ramo di melograno in fiore, il simbolo dell’identità di un popolo, quello curdo, che tanto ha perduto e sofferto ma per il quale può esserci ancora speranza di rinascita.