Giappone - Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale
Da Shippo: pasti caldi e gatto ospitale di Yuta Takahashi
Siamo in partenza per una nuova meta in territorio giapponese con la #ValigiadelLettore di questo mercoledì.
Protagonista di questa storia è Tsumugi, una cantautrice la cui carriera è un susseguirsi di tentativi falliti, sogni infranti e compromessi che hanno minato la fiducia in se stessa.
Dopo l’ennesima delusione, in preda allo smarrimento, vaga senza meta per le stradine di Kisarazu, una cittadina che sembra quasi fuori dal tempo, finché non si imbatte in un vicolo nascosto, proprio dietro a un santuario shintoista.
Lì scopre una locanda che pare uscita da una fiaba dove la cucina non è solo nutrimento ma rituale.
Il locale è minuscolo, intimo, arredato con stoviglie di ceramica disposte su mensole di legno antico, un luogo che sembra proteggere le anime stanche dalla frenesia del mondo.
E lì, come guardiano di quel piccolo universo, vive Shippo, un gatto tricolore con una lunga coda, che dorme placidamente in una pentola di terracotta.
Ma Shippo non è un semplice micio da compagnia: nella tradizione giapponese si crede che l’aldilà si trovi in fondo al mare e il gatto, con la sua natura contemplativa, sembra appartenere proprio a quella dimensione intermedia, dove le anime trovano riposo.
In Occidente, invece, il gatto è spesso simbolo di indipendenza, a volte di superbia o magia, ma raramente di accoglienza.
Dove noi vediamo distacco, l’Oriente vede compassione silenziosa. Questo divario culturale spiega perché le “locande con un gatto” siano un topos letterario così diffuso in Giappone: il felino non è solo un animale, ma la personificazione di un luogo dell’anima in cui è possibile guarire.
Durante le sue visite sempre più frequenti alla locanda, Tsumugi entrerà in contatto con altri avventori, ognuno con una storia, un dolore, una memoria che chiede conforto e poco a poco si ritroverà, riscoprendo la bellezza delle note, la forza delle parole e una nuova energia creativa.
Nella valigia mettiamo delle tazzine in ceramica giapponese come quelle che decorano le pareti della locanda, ricordando i ritmi lenti e l’atmosfera intima che la pervade.
Comune di Martellago