Oceano Pacifico - Un matrimonio in mare aperto
Un matrimonio in mare aperto di Sophie Elmhirst
Questa settimana ad attenderci con la #ValigiadelLettore non è un Paese ma il vasto Oceano Pacifico dove ci imbattiamo in una coppia alla deriva su una zattera.
Negli anni ’60 Maralyn e Maurice erano due giovani sposi che vivevano in Inghilterra. Lui faceva il tipografo e lei l’impiegata ma la vita agiata e ordinaria non faceva per loro così decisero di vendere la casa per costruire un’imbarcazione a vela, circumnavigare il globo e raggiungere la Nuova Zelanda. La costruzione della barca e i preparativi durarono vari anni, così come il loro addestramento tecnico e lo studio minuzioso dell’itinerario da seguire. Nel mese di giugno del 1972 finalmente si lasciarono alle spalle l’Inghilterra e loro vecchia vita e dopo aver attraversato l’Atlantico ed essere arrivati ai Caraibi, Maurice e Maralyn salparono da Panama per affrontare l’Oceano Pacifico. La Auralyn stava veleggiando verso le Isole Galapagos quando improvvisamente venne urtata da una balena ferita. In pochi istanti la barca si riempì d’acqua e iniziò ad affondare: bisognava abbondonarla in fretta. La coppia fece giusto in tempo a riempire la zattera di salvataggio di taniche d’acqua potabile, scatolette di cibo e poche altre cose e strumenti necessari ad una breve sopravvivenza. Ma non c’era una radiotrasmittente con cui lanciare un SOS e neppure i razzi di segnalazione. Circondati da un oceano vuoto e da un cielo vuoto, lontani dalle rotte di navigazione, confinati su una minuscola zattera che li costringeva a stendersi a turno, marito e moglie decisero inizialmente di remare per cercare di raggiungere le Galapagos. Ma l’impresa si rivelò ben presto inutilmente faticosa. Ogni giorno i due diventavano sempre più deboli ed emaciati, riuscendo a resistere bevendo l’acqua piovana e nutrendosi di pesce e tartarughe crude. Le tempeste, gli squali, il sole cocente sono solo alcune delle situazioni estreme affrontate durante quegli interminabili 118 giorni, prima di essere tratti in salvo.
Il libro, scritto da una giornalista, racconta la vicenda realmente accaduta a Maralyn e Maurice Bailey e si avvale delle loro stesse testimonianze attraverso le interviste rilasciate, gli articoli di giornale pubblicati e il diario scrupolosamente tenuto da Maralyn in quegli interminabili giorni e notti in cui la donna è riuscita - grazie ad una straordinaria forza d’animo - a rimanere appesa alla speranza, mantenendo in vita lei e il marito.
Una tanica piena d’acqua è ciò che porteremo con noi in questo eccezionale viaggio in balìa dell’oceano.
Comune di Martellago