Atene - Agosto blu
Agosto blu di Deborah Levy
Questa settimana la meta della #valigiadellettore è Atene dove Elsa, una pianista che si è lasciata alle spalle una splendida carriera da concertista, si ritrova faccia a faccia con una donna che sembra essere il suo doppio. L’inquietudine che ne deriva va a sommarsi alla crisi di identità che ha colpito la giovane donna inducendola a fuggire nel bel mezzo di un concerto e a prendersi un lungo periodo di pausa.
L’autrice ci svela un po’ alla volta il malessere di Elsa, che è stata adottata da un celebre insegnante di pianoforte con il quale il legame è piuttosto complicato essendo stata un’allieva virtuosa e dotatissima ancor prima che una figlia. Il bisogno profondo di trovare le proprie radici spinge la protagonista a fantasticare sull’incontro appena avvenuto nel mercatino delle pulci. Quella donna diventa una presenza che pian piano le restituisce il suo passato, facendo riaffiorare ricordi che sembravano sepolti per sempre e che inducono Elsa a pensare “Come facciamo a sapere le cose che sappiamo?”.
Con una scrittura intrigante, capace di mettere insieme i dettagli essenziali per ricostruire l’infanzia e la giovinezza di Elsa, la sua dedizione alla musica, la sua sorprendente sensibilità, Deborah Levy ci conduce nella mente della protagonista alla spasmodica ricerca di sé stessa.
La curiosità a lungo repressa per le sue origini, gli anni trascorsi con una famiglia affidataria, l’adozione da parte di Arthur per fare di lei una pianista di successo…tutto questo si traduce in Elsa nel desiderio struggente di un incontro per poter reclamare ciò che le è stato tolto, portato via.
Nonostante il tema possa sembrare drammatico, lo stile narrativo è invece leggero e solare facendo di questo romanzo una scorrevole lettura.
Nella nostra valigia metteremo una coppia di cavalli come quella che la donna misteriosa ed Elsa si contendono al mercatino delle pulci e che fanno riaffiorare nella pianista un ricordo d’infanzia che la porterà a trovare dentro di sé la forza per indagare le proprie origini.