Abruzzo - Dove cadono le comete
Dove cadono le comete di Vito di Battista
Rimaniamo in Italia con un romanzo che ci farà scoprire un Abruzzo inedito, quello letto grazie alla #ValigiadelLettore di questa settimana.
È un racconto corale che segue le vicende di un gruppo familiare allargato ambientato in un paese della costa dei Trabocchi, di cui non si fa mai il nome, che parte dal 1938, quando la regione si chiamava ancora Abruzzi, e che giunge fino a tempi molto vicini a noi.
Protagonista è Olimpo Liberato, un uomo che già da bambino aveva una certa propensione per la poesia e che, proprio grazie a ciò, invece di fare il calzolaio come il padre riesce a lavorare come impiegato all’ ufficio anagrafe.
Lì conosce Anita, l’unica ragazza bionda del paese ma che a causa di un incidente ha perso il braccio sinistro, di cui poi si innamora. In poco tempo i due avranno due figli e la secondogenita Bianca, appena nata, per non pesare troppo sulla madre ancora indebolita dal recente parto, viene affidata a una ragazza che, disonorata due volte, aveva partorito un figlio morto, e un secondo che proprio Olimpo aveva portato in un paese vicino, abbandonandolo alla ruota di un convento.
Emma, ripudiata dalla famiglia, disprezzata dai paesani, relegata in una grotta inospitale, si ritrova allora ad allattare e crescere la neonata. La generosità di Olimpo si scontra con l’ostilità di sua moglie, che non accetta la presenza di Emma che le toglie l’affetto della figlia; quando per comodità la piccola Bianca e la quasi madre Emma verranno accolte in casa, l’ostilità tra le due donne diverrà continua e dolorosa.
La storia dei protagonisti si muove fra i pettegolezzi del paese e l’incedere della Storia, soprattutto l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale, finché un giorno Olimpo decide, sapendo che potrebbe perdere la vita durante la guerra, di scrivere delle lettere da lasciare a Emma e ai figli, lettere che in realtà nascondono delle storie il cui scopo è quello di mantenere in vita tante piccole vite e il paese che le ha forgiate.
Procedendo con la lettura si intuisce che il paese abruzzese che fa da ambientazione al romanzo è proprio quello dov’è cresciuto l’autore, San Vito Chietino, dove si trova la “scaletta”, un sentiero pedonale fatto da trecento scalini che collega il borgo al mare.
Portiamo con noi un vello di pecora, oggetto molto utilizzato un tempo per coprire i bambini, in una regione dove la filatura della lana ha un’antichissima tradizione.
Comune di Martellago