Trieste - Il tempo dei semplici
Il tempo dei semplici di Luigi Nacci
La #ValigiadelLettore questa settimana ci porta a Trieste, con un romanzo delicato e un po’ malinconico.
Una madre saluta il figlio dalla finestra agitando la mano. Lo fa da sempre, da quando lui usciva per andare a scuola. Ora quel figlio adulto che passa ogni tanto per la vecchia casa dove ancora vivono i genitori si rende conto all’improvviso della loro fragilità. Quelle due persone, i pilastri indistruttibili della sua vita, hanno perso consistenza e colore. Si sono fatti piccoli, sono ancora autonomi e capaci ma le abilità di un tempo stanno scomparendo. Così la madre non fa più i ravioli in casa, li compra al supermercato e il padre che aggiustava ogni cosa ha riposto gli attrezzi.
Allora il figlio comincia a chiamarli ogni sera, solo qualche minuto, quasi a voler rassicurare sé stesso, e a passare di casa più spesso, in quella periferia di Trieste dove il padre è arrivato dal Sud molti anni prima e la madre invece ha sempre vissuto. Tra divertenti aneddoti famigliari e piccole scene quotidiane di ordinaria vecchiaia lo scrittore ci regala un romanzo commovente che esplora il prezioso universo delle persone semplici. Il figlio ripercorre i momenti più belli condivisi con la madre e il padre e allo stesso tempo posa lo sguardo sulla loro vulnerabilità nell’amara consapevolezza di dover, un giorno, invertire i ruoli, diventando genitore dei propri genitori.
“Ora che sono vecchi sto imparando ad amarli come meritano. Non sono ancora morti ma già mi mancano terribilmente”.
Questo figlio così attento e premuroso ci insegna che prendersi cura è l’unica strada anche quando vederli addormentati entrambi sul divano ti fa pensare a quando saranno morti o quando non rispondono al telefono e questo ti provoca un’angoscia tale da lasciare qualsiasi cosa tu stia facendo per correre da loro.
In una città che è terra di confine questo romanzo misura il limite della vita e traccia la linea di demarcazione tra giovinezza e vecchiaia, tra figli e genitori in cui diventa confuso capire chi è Grande e chi è Piccolo in una nuova dimensione del Tempo che si credeva invece immutabile.
Il mattarello con cui la mamma stendeva la pasta per i ravioli, prima di perdere lo smalto, sarà l’oggetto da portare con noi in valigia.
Comune di Martellago