Austria - La parete

La parete di Marlen Haushofer

Cosa faremmo se una mattina usciti per una passeggiata nel bosco scoprissimo di essere circondati da una barriera di vetro impenetrabile che ha chiuso fuori il resto del mondo?
La #ValigiadelLettore di questa settimana ci porta ad esplorare una situazione fuori dall’ordinario ma che offre lo spunto per riflettere sulle nostre capacità di resilienza e sull’impatto che le attività umane hanno sull’ambiente e sul Pianeta.

Una vedova di mezza età si trova sulle montagne dell’Alta Austria, ospite della cugina e del marito di lei, quando al mattino si accorge di essere rimasta isolata dal resto del mondo da una parete invisibile. Ciò che è accaduto all’esterno è solo ipotizzabile per lei che si trova improvvisamente a dover organizzare la propria sopravvivenza. Unici compagni di questa avventura surreale sono un cane, una gatta e una mucca.
A partire dall’inquietudine che la assale e che il lettore condivide appieno, la donna farà via via esperienza di una sempre maggiore padronanza di sé, scoprendo abilità che non immaginava di possedere e che si rivelano fondamentali in quell’ambiente selvaggio. Da cittadina che ha sempre vissuto una vita borghese, deve ora imparare a procurarsi il cibo, ad accudire gli animali, a tagliare la legna. E a fare un uso parsimonioso di quello che c’è nello chalet: le provviste, i fiammiferi, i vestiti.
Non sarà certo un’impresa facile quella che la attende ma la protagonista lungi dal lasciarsi andare all’autocommiserazione decide invece di darsi da fare trovando nelle occupazioni giornaliere la ragione per continuare a vivere. Il romanzo diventa allora metafora della condizione umana, caratterizzata dalla solitudine e dall’impossibilità di potersi affidare ad altri. Non è rilevante quello che è accaduto al di là della parete, quello che conta invece è trovare le forze e le risorse per cavarsela da soli, senza dover contare sull’aiuto di nessuno.
Scritto nel 1963 questo romanzo affronta anti litteram la questione ambientale, la necessità di riconciliarsi con la natura nella consapevolezza che tra tutte le creature l’Uomo è quella più crudele.

Nella nostra valigia metteremo un frammento di vetro, sottile ed invisibile come la parete sorta in una notte isolando la protagonista.